Verita’ per Giulio Regeni

Verita’ per Giulio Regeni

Per oltre quattro mesi il governo Egiziano ha rifiutato di presentare i documenti richiesti dalle autorità giudiziarie Italiana, in merito all’assassinio di Giulio Regeni, cittadino Italiano.  La reazione su quel delitto si è concretizzata nelle aule del Parlamento Italiano con l’approvazione in Senato il 28 giugno di un emendamento che blocca la fornitura all’Egitto dei pezzi di ricambio per i caccia F16. Tale decisione potrebbe avere degli impatti negativi della cooperazione tra i due paesi sia nel rapporto bilaterale che internazionale.  
 
L’autorità Egiziana si è comportata nel caso del giovane ricercatore Italiano come si comporta sempre nei casi di aggressione contro i Copti Cristiani che gli aggressori quasi mai sono arrestati o condannati. Negli ultimi due mesi è stato assassinato un prete Copto, una suora, è stata demolita una struttura in costruzione solo per calunnie indicando l’intenzione dei proprietari è di costruire una chiesa non un’abitazione, costringendo una donna di settanta anni a girare nuda dopo essere stata picchiata e spogliata nelle strade di un paesino nell’alto Egitto! Solo pochi episodi che smentiscono le intenzioni solo, a parole di un governo che si proclama a favore della democrazia e per i diritti umani.  
   
Le decisioni assunte del governo Italiano di bloccare la fornitura dei pezzi di ricambi del F16 è più che mai legittima, malgrado alcune voci contrarie che considerano che tale atto possa ostacolare la lotta al terrorismo. Quelle voci, tuttavia ignorano però che l’assassinio di Regeni in se è un atto terroristico avvenuto in Egitto contro un cittadino straniero, uno studente che soggiornava per motivi di studi e ricerca, scomparso e fu trovato morto nei pressi di un cassonetto non distante dalla sua abitazione, e lo Stato Egiziano sopprime prove (foto, video e tabulati telefonici). 
 
Quando dall’Egitto perviene voce arrogante e minacce di ritorsione contro un’Italia che sta cercando la verità su un figlio assassinato contestando una decisione parlamentare è una trasgressione contro il popolo Italiano. 
    
E’ giunta informazione alla nostra organizzazione che una delegazione dal parlamento Egiziano dovrebbe arrivare in Italia per incontrare dei parlamentari per capovolgere l’emendamento che blocca la fornitura dei pezzi di ricambi del F16, questa è un’interferenza nella sovranità di un paese che non può essere accettata.
 
Il mistero del caso Regeni può essere risolto solo quando la verità offuscata dall’autorità Egiziana sarà divulgata. Al Sisi ha promesso dal primo momento, un futuro nel rispetto della legge e una trasparenza nel rapporto autorità-cittadini, oggi più che mai è fondamentale un suo intervento per mettere alla luce i fatti e le prove occultate.  
  
Infine, abbiamo fiducia nei nostri deputati di astenersi da ogni compromesso e della loro volontà e di ignorare le minacce Egiziana tenendo conto che ottenere la verità della morte di un cittadino italiano è la massima priorità. 
     
Per oltre quattro mesi il governo Egiziano ha rifiutato di presentare i documenti richiesti dalle autorità giudiziarie Italiana, in merito all’assassinio di Giulio Regeni, cittadino Italiano.  La reazione su quel delitto si è concretizzata nelle aule del Parlamento Italiano con l’approvazione in Senato il 28 giugno di un emendamento che blocca la fornitura all’Egitto dei pezzi di ricambio per i caccia F16. Tale decisione potrebbe avere degli impatti negativi della cooperazione tra i due paesi sia nel rapporto bilaterale che internazionale.  
 
L’autorità Egiziana si è comportata nel caso del giovane ricercatore Italiano come si comporta sempre nei casi di aggressione contro i Copti Cristiani che gli aggressori quasi mai sono arrestati o condannati. Negli ultimi due mesi è stato assassinato un prete Copto, una suora, è stata demolita una struttura in costruzione solo per calunnie indicando l’intenzione dei proprietari è di costruire una chiesa non un’abitazione, costringendo una donna di settanta anni a girare nuda dopo essere stata picchiata e spogliata nelle strade di un paesino nell’alto Egitto! Solo pochi episodi che smentiscono le intenzioni solo, a parole di un governo che si proclama a favore della democrazia e per i diritti umani.   
  
Le decisioni assunte del governo Italiano di bloccare la fornitura dei pezzi di ricambi del F16 è più che mai legittima, malgrado alcune voci contrarie che considerano che tale atto possa ostacolare la lotta al terrorismo. Quelle voci, tuttavia ignorano però che l’assassinio di Regeni in se è un atto terroristico avvenuto in Egitto contro un cittadino straniero, uno studente che soggiornava per motivi di studi e ricerca, scomparso e fu trovato morto nei pressi di un cassonetto non distante dalla sua abitazione, e lo Stato Egiziano sopprime prove (foto, video e tabulati telefonici).  
 
Quando dall’Egitto perviene voce arrogante e minacce di ritorsione contro un’Italia che sta cercando la verità su un figlio assassinato contestando una decisione parlamentare è una trasgressione contro il popolo Italiano.     
E’ giunta informazione alla nostra organizzazione che una delegazione dal parlamento Egiziano dovrebbe arrivare in Italia per incontrare dei parlamentari per capovolgere l’emendamento che blocca la fornitura dei pezzi di ricambi del F16, questa è un’interferenza nella sovranità di un paese che non può essere accettata.
 
Il mistero del caso Regeni può essere risolto solo quando la verità offuscata dall’autorità Egiziana sarà divulgata. Al Sisi ha promesso dal primo momento, un futuro nel rispetto della legge e una trasparenza nel rapporto autorità-cittadini, oggi più che mai è fondamentale un suo intervento per mettere alla luce i fatti e le prove occultate. 
   
Infine, abbiamo fiducia nei nostri deputati di astenersi da ogni compromesso e della loro volontà e di ignorare le minacce Egiziana tenendo conto che ottenere la verità della morte di un cittadino italiano è la massima priorità.
      

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